Statisticamente i consumatori sono attratti dai marchi famosi oppure da un’offerta particolarmente conveniente. Quello dei consumatori è, quindi, un comportamento condizionato dalle campagne pubblicitarie o dal prezzo.
Anche questo articolo è un tentativo, dichiarato, di orientare le scelte di acquisto stimolando però una “consapevolezza green”.

Le aziende ci studiano, analizzano i dati e le statistiche sulle preferenze dei clienti, per cui sono in grado di capire se un acquisto è influenzato o meno da una scelta ecologica. Ad esempio, sono in grado di sapere se i consumatori preferiscono acquistare prodotti con marchio FSC o PEFC rispetto ad altri che ne sono privi. Le aziende possono così decidere esse stesse di procedere a certificare la propria azienda per non perdere quote di mercato.
Il consumatore, con il proprio comportamento di acquisto, può quindi a sua volta condizionare le aziende.

Ma cosa significa che un’azienda è certificata FSC o PEFC?
Uno dei problemi maggiori del nostro pianeta è quello della deforestazione o, in generale, dell’utilizzo di foreste non gestite in maniera sostenibile. Se un’azienda produttrice di arredamento o di carta si certifica FSC o PEFC garantisce di verificare che la materia prima che utilizza deriva da foreste sostenibili e quindi non contribuisce, con la propria attività, all’impoverimento del pianeta.
Avere una certificazione forestale significa proteggere i territori, verificare l’origine delle materie prime, rispettare il naturale ritmo di crescita della foresta, prevedere il rimboschimento delle aree, garantire i diritti delle popolazioni indigene e dei proprietari forestali.

Vi sembra poco? Allora perché non premiare le aziende certificate FSC e PEFC per spingere quelle non certificate a seguire il loro esempio. Con i nostri acquisti quotidiani possiamo contribuire consapevolmente alla salvaguardia del Pianeta preferendo i prodotti con il marchio FSC o PEFC.
Cliccate qui se siete interessati a FSC o PEFC.
Se siete un’azienda che vuole capire come fare per certificarsi cliccate QUI.

Il titolo fa sorridere ma le sanzioni mica tanto…

Cos’è l’AUA? L’ AUA (Autorizzazione Unica Ambientale) è il provvedimento istituito dal D.P.R. 13 marzo 2013, n. 59 ed accorpa in un unico titolo diverse autorizzazioni ambientali previste dalla normativa di settore (come, ad esempio, il D. Lgs. 152/2006).

Cosa significa? Prima un’azienda doveva essere in possesso di tante autorizzazioni riferita ciascuna ad un diverso aspetto ambientale: scarico in fogna, emissioni in atmosfera, impatto acustico, ecc., mentre ora è soggetta ad una sola autorizzazione che dura 15 anni, l’AUA appunto.

Quando chiederla? La richiesta deve avvenire se apriamo una nuova attività o, se l’attività è esistente, in occasione della scadenza del primo titolo abilitativo da essa sostituito. Ad esempio se l’autorizzazione per lo scarico in fogna scade quest’anno nel momento in cui la rinnoviamo inseriamo nella richiesta anche le altre autorizzazione con scadenza successiva.

L’AUA, a quel punto, incorporerà tutte le autorizzazioni inserite e durerà, come detto, 15 anni.

A chi va presentata la richiesta? Allo SUAP del Comune dove si svolge l’attività.

La richiesta di AUA va sempre presentata? Si ricorre all’AUA per le seguenti Autorizzazioni o Comunicazioni:

  • Autorizzazione agli scarichi di acque reflue di cui al Capo II del Titolo IV della Sezione II della Parte III del D. Lgs. 152/06
  • Comunicazione preventiva di cui all’articolo 112 del D. Lgs. 152/06 per l’utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento, delle acque di vegetazione dei frantoi oleari e delle acque reflue provenienti dalle aziende ivi previste
  • Autorizzazione alle emissioni in atmosfera per gli stabilimenti di cui all’art. 269 del D. Lgs. 152/06
  • Comunicazione o nulla osta relativi all’impatto acustico di cui all’articolo 8, commi 4 o comma 6, della legge 26 ottobre 1995, n. 447
  • Autorizzazione all’utilizzo dei fanghi derivanti dal processo di depurazione in agricoltura di cui all’art. 9 del D. Lgs. n. 99/92.
  • Comunicazioni relative alle operazioni di smaltimento e recupero rifiuti di cui agli artt. 215 e 216 del D. Lgs. 152/06.
  • Altri atti di comunicazione, notifica ed autorizzazione in materia ambientale in base alla normativa regionale

Per l’autorizzazione agli scarichi di acque reflue non si ricorre all’AUA:

  • nel caso di Dichiarazione di inizio attività in pubblica fognatura di acque reflue assimilabili alle domestiche, ai sensi del Regolamento Regione Campania 24 settembre 2013, n. 6 – art. 3, comma 1, lettera b)
  • nel caso di Autocertificazione che le acque reflue provenienti dalla ditta sono assimilate alle acque domestiche, ai sensi del Regolamento Regione Campania 24 settembre 2013, n. 6 TABELLA A art. 3, comma 1, lettera a) – Attività i cui scarichi sono assimilabili a scarichi domestici

Per le emissioni in atmosfera non si ricorre all’AUA:

  • nel caso di adesione all’Autorizzazione di carattere generale per gli impianti e le attività in deroga di cui all’art. 272 comma 2 del D. Lgs. 152/06 – Adesione all’autorizzazione di carattere generale, ai sensi della D. G. R. n.82 del 06/03/2012 e D. D. n.370 del 18/03/2014 e s.m.i.

ATTENZIONE: Se, per esempio, lo scarico in fogna è soggetto all’AUA mentre l’emissione in atmosfera non è soggetta per quanto detto prima (o viceversa) l’AUA deve essere presentata.

E tu l’AUA ce l’hai?!

Buon Lavoro