La scuola non può fermarsi, non deve fermarsi: è troppo importante il contributo socio-educativo che essa deve assicurare, in special modo in questo periodo di crisi.

“Come ripartirà la scuola?” o “Quando ripartirà?” non sono le domande da porsi perché presuppongono che la scuola si sia fermata, ma la scuola non lo ha fatto né può permetterselo.

Già il Ministero dell’Istruzione, ribadendo questo concetto, aveva pubblicato il “Manifesto della scuola che non si ferma”, fissando sei essenziali punti – Crescita, Comunità, Responsabilità, Sistema, Rete e Innovazione.

Nei giorni scorsi le scuole ed i docenti, spesso con lodevoli iniziative anche improvvisate, si sono attrezzate per garantire la formazione a distanza. Ci sono stati problemi di alunni senza personal computer, docenti non informatizzati, famiglie senza internet, piattaforme esterne che non assicuravano la dovuta sicurezza informatica per la tutela dei dati personali.

Quest’epidemia, questo improvviso cambiamento, avrà tuttavia il pregio di aver dato un impulso significativo all’utilizzo delle nuove tecnologie a tutti i livelli.

Ora il Ministero, in collaborazione con Agia (Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza) ha pubblicato una mini-guida, rivolta ai docenti, per un supporto metodologico su come aiutare i bambini ed i ragazzi.

Essa è strutturata sul concetto delle FAQ (Frequent Asked Questions – domande frequenti): ad ogni domanda dopo un breve approfondimento, per comprendere i principi normativi da garantire, seguono i suggerimenti per le attività pratiche.

Mi auguro che tutti i docenti leggano con curiosità tale mini guida perché davvero offre interessanti spunti di riflessione e suggerimenti per l’attività quotidiana.

La difficoltà più grande della FAD (formazione a distanza) è quella di ricreare l’atmosfera della classe reale, di garantire “momenti di presenza” ovvero di contatto umano tra docente ed alunni.

Questa mini guida del Ministero può aiutarci a farlo. Puoi scaricarla QUI.

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