Perché è importante informarsi bene sugli incentivi prima di procedere

Inizio con un’affermazione molto netta e chiara: se domattina venisse da me un potenziale cliente e mi offrisse un contratto da centinaia di migliaia di euro per la progettazione degli interventi migliorativi del proprio patrimonio immobiliare con la garanzia di accesso all’ecobonus io rifiuterei l’incarico. Badate bene, non sono un folle che rifiuta un incarico da centinaia di migliaia di euro ma non sono altrettanto folle da garantire qualcosa che, ad oggi, non è garantibile da nessuno.

Diffidate, perciò, da chi ora vi assicura l’accesso all’ecobonus o, ancora peggio, vi sta propone di firmare contratti o precontratti. Perché? Perché sono documenti basati sul nulla. E ora vi spiego perché.

L’ecobonus è un incentivo previsto dal Decreto Legge n.34 del 19 maggio 2020, il cosiddetto Decreto Rilancio, secondo il quale se facciamo interventi di miglioramento energetico ad un’abitazione possiamo usufruire di una detrazione del 110% del costo sostenuto per gli interventi.

Ma un decreto legge, per essere definitivamente valido, deve essere convertito in legge entro 60 giorni ovvero, nel caso del Decreto Rilancio, entro il prossimo 18 luglio.

Nel processo di conversione un decreto può però subire molte modifiche, anche importanti, per cui la prima cosa da chiarire è questa: oggi non sappiamo come funzionerà precisamente l’ecobonus quindi non vi affrettate a stringere accordi con venditori di fumo.

La seconda cosa da chiarire è la seguente: fatevi seguire da un professionista serio e scrupoloso.

L’accesso all’ecobonus, secondo il Decreto Rilancio, sarà effettuato sulla base di una diagnosi energetica pre e post intervento, ovvero sarà redatta un’APE (attestazione di prestazione energetica) sia prima sia dopo l’intervento, per attestare che ci sia stato un miglioramento di almeno 2 classi energetiche dell’intero edificio.

Per capirci, se l’edificio oggi è in classe G, a seguito degli interventi ipotizzati dovrà raggiungere almeno la classe E.

Tuttavia il mercato delle APE, le attestazioni di prestazione energetica, è stato rovinato da migliaia di pseudo professionisti o società di servizi che le offrono sul mercato anche a 50 euro.

Ma per redigere un’APE è necessario procedere ad una raccolta di informazioni sull’edificio, effettuare un sopralluogo per verificare i componenti dell’edificio, eseguire un calcolo per valutare la classe energetica. Tutte cose queste che richiedono un certo tempo, per cui davvero non so cosa si possa offrire a 50 euro.

Questo è il motivo per cui negli anni, a chi mi chiedeva un APE necessaria per stipulare, ad esempio, un contratto di compravendita, ho sempre spiegato che se cercava un attestato a 50 euro aveva sbagliato a contattarmi.

La scelta del professionista in questa fase potrebbe costare caro al committente perché se a seguito dei controlli viene fuori che ci sono stati degli errori di progettazione l’ecobonus sarà revocato e bisognerà restituire i benefici economici ricevuti. È vero che ci si può rivalere sul professionista ma sapete in Italia quali sono i tempi della giustizia.

Qual è, in definitiva, il mio suggerimento?

Innanzitutto rimanete informati sull’evolvere della situazione normativa per non essere preda di sciacalli.

Una volta che il decreto sarà convertito in legge, dovremo aspettare il decreto attuativo del MISE nonché le linee guida dell’Agenzia delle Entrate e quelle dell’ENEA. Senza dimenticare che per la cessione del credito bisognerà attendere le procedure bancarie che, naturalmente, non potranno essere definite se il quadro normativo non sarà cristallizzato. Secondo una mi previsione ci vorranno almeno un paio di mesi per avere un quadro definitivamente chiaro.

Infine un’ultima considerazione: non lasciatevi abbagliare dal miraggio dei lavori gratis perché gli interventi realizzati resteranno a voi. Ed un cappotto termico fatto male che vi darà problemi, una caldaia a condensazione dimensionata male saranno rogne che poi sarete costretti a gestire e risolvere successivamente.

Vi invito perciò a seguire l’evolvere della situazione normativa cominciando ad individuare sia un professionista affidabile sia un’impresa seria.

Se avete dubbi mandatemi un’email a g.derosa@gidierre.it e sarò felice di fornirvi chiarimenti.

Facciamo sì che l’ECOBONUS non si trasformi in ECOMALUS.

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