Vediamo le 10 regole da rispettare per l’avvio delle attività dei centri estivi per bambini ed adolescenti nella Fase 2

Con il DL 33 del 16 maggio 2020 dal 18 maggio l’Italia riparte. Da tale data, anche se con partenze scaglionate dovute a ordinanze regionali, la maggior parte delle attività commerciali, produttive e del terziario riavvieranno le loro attività.

Questa generale ripartenza presenta, tuttavia, un problema che bisogna affrontare nel modo più rigoroso possibile, ovvero come conciliare il ruolo di genitore e di lavoratore che molti italiani si troveranno ad affrontare.

L’assenza del genitore da casa, infatti, pone il problema dell’affido del minore per il tempo del lavoro nei periodi di chiusura della scuola che storicamente è stato risolto con i centri estivi.

Per venire incontro a questa necessità, ma anche per permettere occasioni di socialità per i bambini che sono stati per troppo tempo isolati, sono state approvate le Linee guida per la gestione in sicurezza di opportunità organizzate di socialità e gioco per bambini ed adolescenti nella fase 2 dell’emergenza COVID-19.

Tali linee guida, in realtà non si occupano solo di centri estivi, ma disciplinano 3 ambiti:

1) Riapertura regolamentata di parchi e di giardini pubblici per la loro possibile frequentazione da parte di bambini, anche di età inferiore ai 3 anni, e di adolescenti con genitori o adulti familiari;

2) Attività organizzate per i bambini di età superiore ai 3 anni e gli adolescenti, con la presenza di operatori addetti alla loro conduzione, nel contesto di parchi e giardini o luoghi similari (fattorie didattiche, ecc.)

3) Attività ludico-ricreative – centri estivi – per i bambini d’età superiore ai 3 anni e gli adolescenti con la presenza di operatori addetti alla loro conduzione utilizzando le potenzialità di accoglienza di spazi per l’infanzia e delle scuole o altri ambienti similari (ludoteche, centri per famiglie, oratori, ecc.)

Scarica QUI le linee guida

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