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Il 14 aprile 2016 è stato approvato il nuovo Regolamento (UE) 2016/679 per la Protezione dei Dati Personali o GDPR (General Data Protection Regulation) che definisce le linee guida in materia di Protezione delle Persone Fisiche con riguardo al Trattamento dei Dati nonché alla libera circolazione di tali dati.

La data ultima per la sua applicabilità è il 25 Maggio 2018entro tale data tutte le aziende devono obbligatoriamente essersi adeguate al nuovo Regolamento. 

Ogni azienda deve garantire ed essere in grado di dimostrare di rispettare i princìpi del Regolamento nonché di aver messo in atto le misure ritenute idonee.

 

In caso di inadempienza il Regolamento prevede sanzioni che possono arrivare fino a 20 Milioni di euro o al 4% del fatturato annuo dell’impresa.

 

 

Come procedere per adeguare la tua azienda in 5 passi

 

Analizzare i dati trattati in azienda: Quali dati personali sono in possesso dell’azienda? Da dove provengono? Chi li gestisce? Dove e come vengono trattati?
E’ importante fare un inventario delle proprie informative e verificare come potrebbero cambiare in funzione dei nuovi obblighi. Scelta strategica per evitare di investire tempo e danaro in soluzioni  tecnologiche di gestione dati non applicabili alla propria azienda.
Completata la mappatura delle proprie banche dati, tramite la Gap Analisys, individuare le lacune e ripensare i processi di trattamento dei dati per adeguare le procedure alle disposizioni del GDPR.
 

 

Nominare, nei casi previsti, un Responsabile della Protezione Dati o DPO (Data Protection Officer) che deve avere competenze tecniche, informatiche e giuridiche. Viene nominato dal Titolare del Trattamento con il compito di supportarlo nell’applicazione delle procedure che riguardano il nuovo regolamento e di interfacciarsi con l’Autorità di Controllo e i diretti interessati.

 

Eseguire la valutazione DPIA – Data Protection Impact Assessment (la valutazione iniziale per analizzare gli aspetti di gestione, legali ed informatici); questa fase è cruciale per non incorrere in spiacevoli sanzioni individuando le misure opportune per la mitigazione del rischio.

 

Istituire e gestire il Registro dei Trattamenti; tale adempimento non è obbligatorio per le aziende fino a 250 dipendenti anche se può scattare in caso di gestione di dati particolarmente sensibili. È stato, infatti, abolito l’obbligo di notifica all’autorità Garante di protezione dati, con un risparmio per le imprese di circa 130 milioni di euro all’anno.

 

Definire un piano di Audit periodici per testare la validità delle soluzioni adottate a valle della DPIA. In tale piano devono essere comprese simulazioni di data breach per testare la robustezza delle misure preventive e protettive.

Una perdita di dati è un danno per l’azienda, per la continuità del business e può essere motivo di richieste di risarcimento da parte degli interessati (eventualità ora prevista dal Regolamento Europeo).

NOI SIAMO PRONTI!

Il nostro personale ha ottenuto l’abilitazione DPO dalla Scuola Universitaria Superiore Sant’Anna di Pisa.  Abbiamo le competenze necessarie per aiutare le aziende, sia pubbliche che private, a soddisfarei requisiti per l’adeguamento al nuovo Regolamento.

 

 

  Prenota subito un audit presso la tua azienda: chiama al 081.5739710 o invia una mail a info@gidierre.it
 
ci preoccuperemo di assisterti nel valutare lo stato di conformità al GDPR
e ti forniremo un Report dettagliato con le azioni necessarie a raggiungere la conformità normativa.

Non tutti sono a conoscenza delle normative che interessano gli arredi scolastici e spesso accadono infortuni che potrebbero essere evitati.

Una sedia a scuola non può essere una sedia qualsiasi, così come non può essere scelto a caso un banco scolastico.

Esistono a tal proposito specifiche norme UNI – Ente Italiano di Normazione che disciplinano tipologie e misure degli arredi scolastici.

Vediamole in dettaglio in modo da essere in grado di orientarci per il benessere dei nostri ragazzi.

 

Banchi e sedie – UNI EN 1729
Le caratteristiche di banchi e sedie sono descritte dalle norme della serie UNI EN 1729 che stabiliscono ad esempio che:

  • i bordi del sedile, dello schienale e dei braccioli delle sedie che vengono a contatto con l’utilizzatore devono essere arrotondati con un raggio minimo o uno smusso di 2 mm. Le superfici devono essere lisce, le estremità rivestite per evitare di generare schegge taglienti;
  • ogni sedia o banco “a norma” deve superare una serie di prove di laboratorio tra le quali quelle di stabilità, di resistenza, di durata e d’urto;
  • in relazione all’altezza dello studente (da 80 cm per i bambini fino ai due metri per i ragazzi), le norme assegnano agli arredi scolastici delle vere e proprie “taglie”. In questo modo le norme intendono favorire l’adozione di una corretta postura contribuendo allo sviluppo psicofisico di bambini e ragazzi che ormai trascorrono gran parte della loro giornata a scuola.

Per una corretta postura, la norma prescrive che lo schienale debba avere un’inclinazione compresa tra i 95° e i 110°, questo indipendentemente dalla statura dello studente.

Le norme fissano le dimensioni delle sedie e dei banchi scolastici anche in relazione alla crescente diffusione dell’utilizzo di PC nella didattica. Gli arredi scolastici a norma sono progettati in modo che gli studenti possano appoggiare le braccia mantenendo le spalle rilassate sia che si trovino dinanzi ad un monitor sia che siano alle prese con i più tradizionali quaderni a righe o quadretti.

Come si riconoscono gli arredi scolastici a norma? Le sedie e i banchi scolastici dovranno recare ben visibili:

  • la “taglia” o il codice colore (ad ogni codice colore corrisponde una “taglia diversa”)
  • il nome o logo del fabbricante, del distributore, dell’importatore o del venditore
  • la data di fabbricazione che specifichi almeno l’anno e il mese di produzione

 

Cattedre – UNI 4856

Esiste una norma specifica anche per i docenti: si tratta della UNI 4856 che stabilisce i requisiti di stabilità, resistenza e durabilità e i relativi metodi di prova per cattedre e sedie destinate agli insegnanti.
Oltre a tali requisiti la norma prende anche in considerazione quelli delle superfici dei componenti metallici (ad esempio la resistenza alla corrosione), i requisiti delle parti mobili (ad esempio la durata e la resistenza delle guide dei cassetti) e i requisiti dei pannelli a base di legno (ad esempio le emissioni di formaldeide).

 

Lavagne – UNI EN 14434
Le lavagne rientrano nel campo di applicazione della norma UNI EN 14434 che riguarda tutte le “superfici verticali di scrittura”. La norma ha l’obiettivo di prevenire lesioni gravi durante il normale utilizzo delle lavagne: per questo motivo specifica, ad esempio, che:

  • nessuna parte della superficie verticale deve costituire un potenziale pericolo per l’utente
  • la superficie deve essere tale da evitare danni agli indumenti e macchie durante l’utilizzo
  • tutti i bordi e gli angoli accessibili devono essere arrotondati
  • tra le varie parti della lavagna che si muovono in relazione l’una all’altra deve esserci sempre una distanza di sicurezza che deve essere meno di 8 mm o più di 25 in ogni posizione durante il movimento.

Le lavagne “a norma” vengono sottoposte a prove per verificarne l’attitudine alla scrittura e alla cancellazione, la resistenza all’abrasione, alla graffiatura, all’urto e alla macchiatura.

Le lavagne oltre ad essere sicure devono anche essere facili da usare, la UNI EN 14434 fornisce alcuni requisiti ergonomici, come ad esempio il posizionamento di comandi e maniglie. Infine la norma stabilisce la documentazione che deve accompagnare questi prodotti come, ad esempio, le istruzioni per il montaggio e l’installazione.

 

Buon Lavoro e Buona Scuola

Anche quest’anno L’INAIL ha pubblicato il bando ISI con il quale finanzia in conto capitale la tua azienda per spese sostenute per progetti di miglioramento dei livelli di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro per importi fino a 130.000 euro.

Per accedervi è necessario, che la tua azienda sia iscritta alla Camera di commercio, industria, artigianato ed agricoltura.

Vuoi acquistare un macchinario più sicuro, vuoi certificare il tuo Sistema di Gestione della Sicurezza, vuoi dotare il tuo reparto di un sistema che migliori la qualità dell’aria?

Allora puoi tentare di accedere ai 276.269.986,00 euro che L’INAIL ha messo a disposizione per questo bando.

Negli anni scorsi molti nostri clienti hanno partecipato al bando ISI ed alcuni di essi hanno anche avuto la fortuna di essere tra i primi ad inviare la pratica e a vedersi assegnare i fondi richiesti.

Dico fortuna perché, come vedrai di seguito, le aziende che accedono ai finanziamenti sono quelle che nel giorno e nell’ora fissati dall’INAIL riescono ad inviare per primi la domanda on line (click day).

Ho poi seguito questi miei clienti, dalla fase di attivazione del progetto fino alla sua conclusione con conseguente accredito dei fondi INAIL, riscontrando una buona efficienza dell’INAIL sia in termini di assistenza che in termini di tempi di erogazione dei fondi.

 

Come funziona? Vediamo direttamente quanto spiegato dall’INAIL sul proprio sito all’indirizzo:

 

http://www.inail.it/internet/default/INAILincasodi/Incentiviperlasicurezza/BandoIsi2015/index.html

 

Prima fase: inserimento online del progetto

Dal 1° marzo 2016, fino alle ore 18.00 del 5 maggio 2016, nella sezione “accedi ai servizi online” del sito Inail le imprese registrate hanno a disposizione un’applicazione informatica per la compilazione della domanda, che consente di:

  • effettuare simulazioni relative al progetto da presentare;
  • verificare il raggiungimento della soglia di ammissibilità;
  • salvare la domanda inserita;
  • effettuare la registrazione della propria domanda attraverso l’apposita funzione presente in procedura tramite il tasto “invia”.

 

Seconda fase: inserimento del codice identificativo

Dal 12 maggio 2016 le imprese che hanno raggiunto o superato la soglia minima di ammissibilità prevista e salvato definitivamente la propria domanda, effettuandone la registrazione attraverso l’apposita funzione presente in procedura tramite il tasto “invia”, possono accedere all’interno della procedura informatica ed effettuare il download del proprio codice identificativo che le identifica in maniera univoca.

 

Terza fase: invio del codice identificativo (click-day)

Le imprese possono inviare attraverso lo sportello informatico la domanda di ammissione al contributo, utilizzando il codice identificativo attribuito alla propria domanda, ottenuto mediante la procedura di download.

La data e gli orari di apertura e chiusura dello sportello informatico per l’invio delle domande sono pubblicati sul sito Inail a partire dal 19 maggio 2016.

 

E allora, che stai aspettando? È uno dei pochi bandi rimasti con finanziamento al 65% a fondo perduto!

 

Se hai bisogno di un supporto chiamami e studieremo insieme un progetto adatto alla tua azienda che abbia i requisiti per essere presentato.

 

Buon Lavoro