VIOLAZIONE DATI DA PARTE DI ZOOM E GESTIONE DELLE ATTIVITA’ SCOLASTICHE TRA PRIVACY E CYBERBULLISMO

È di queste ore la notizia pubblicata da Bloomberg che Zoom, la nota piattaforma di app e videochiamate, sia stata denunciata per violazione della Privacy a causa di un “codice rilevatore”.

Sembrerebbe, infatti, che l’informativa sul trattamento dei dati personali non avvisasse che l’applicazione conteneva un codice che veniva trasmesso direttamente a Facebook (e potenzialmente a terze parti) per la condivisione dei dati raccolti e ciò senza richiedere il consenso all’interessato.

Un tema importante, anche durante la pandemia, è quello della tutela della privacy di alunni e docenti, specialmente per il ricorso alle piattaforme web utilizzate per creare la “classe virtuale” per la prosecuzione delle lezioni.

Il Garante per la Protezione dei Dati Personali italiano ha pubblicato, in data 26/03/2020, il Provvedimento “Didattica a distanza: prime indicazioni” nel quale dà utili indicazioni ai Dirigenti Scolastici sulle implicazioni della Privacy nella Formazione a Distanza.

Mi preme, tuttavia, focalizzare l’attenzione su un rischio, non espressamente sottolineato dal Garante, che è quello dei potenziali comportamenti illeciti commessi dagli utilizzatori nell’uso delle piattaforme (ad esempio registrazione e divulgazione delle lezioni, ripresa di scene personali, riprese di soggetti non espressamente previsti in classe).

Il principio fondamentale della FAD per le scuole è quello di “ricostruire”, via web, la classe virtuale (esclusivamente con i medesimi attori). Pertanto, come è vietato fare riprese in aula per divulgarle all’esterno, così è vietato registrare la lezione col PC o con lo smartphone per divulgarla sul web.

Sarebbe opportuno pertanto che il Dirigente Scolastico, col supporto del DPO, predisponesse un Regolamento Scolastico per la Formazione a Distanza (una sorta di Vademecum ad uso di docenti ed alunni) che definisca i comportamenti corretti da tenere nello svolgimento della Formazione a Distanza ovvero elenchi le azioni da evitare al fine di prevenire un uso errato della piattaforma.

In questo processo dovranno essere necessariamente coinvolti i genitori in quanto responsabili ultimi del comportamento dei propri figli.

Massima attenzione, quindi, all’applicazione di un comportamento etico nell’utilizzo delle piattaforme web per scongiurare fenomeni di cyberbullismo che potrebbe diventare un serio problema per i nostri ragazzi.

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